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Torino, una “Canzone” per raccontare il Vasco Non Stop Live

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Vasco, visibilmente commosso, che canta il brano dedicato ai suoi amici scomparsi è l’immagine simbolo delle tappe torinesi del nuovo tour

Silvia Russo, nel team Rete Vendita Pmi di Sorgenia, è una gradissima fan di Vasco e membro de "Il Blasco fan club".

 

Prosegue il Vasco Non Stop Live in giro per l’Italia e prosegue anche il mio racconto del tour su queste pagine. Dopo la tappa di Lignano, la banda del Blasco è approdata a Torino. I concerti dell’1 e 2 giugno (con 40.000 spettatori per ciascuna delle due serate) sono stati praticamente perfetti: una bomba di potenza ed energia rock. Fra l’altro, sono stati aperti da Clara Moroni, la “Ferrari del Rock” (corista di Vasco dal 1996 fino alla grande festa del Modena Park).

L’atmosfera, come al solito, era stupenda: grandi e piccini insieme nel nome del Kom, un esercito di “vascolizzati” pronti a celebrare altre due notti di grandi emozioni.

 

 

QUANTE EMOZIONI IN UNA “CANZONE”

Prima di iniziare il racconto di queste tappe torinesi del Vasco Non Stop Live, mi sono chiesta quale fosse la copertina che sintetizzi le emozioni provate l’1 e il 2 sotto al palco dello Stadio Olimpico di Torino.  La risposta è stata immediata: Vasco appoggiato a una delle pedane del palco che intona, visibilmente commosso, Canzone, che non era in scaletta a Lignano. Come tutti i fan di Vasco sanno perfettamente, Canzone non è un brano qualsiasi: è un pezzo che da anni Vasco esegue ai concerti in ricordo di amici che non ci sono più, tra cui Massimo Riva, storico chitarrista e amico di Vasco.

 

L’OMAGGIO A MASSIMO RIVA…

A Riva era stato dedicato un momento specifico del live di Lignano. Il 31 maggio, infatti, ricorreva il 19° anniversario della scomparsa di Massimo (tra l’altro, lo stesso giorno veniva dimesso dall’Ospedale di Udine “il Gallo”, che non ha preso parte al tour per problemi di salute). In omaggio a Riva, a Lignano durante ‘Gli spari sopra’ e ‘Siamo solo noi’  Vince Pastano aveva suonato la chitarra dello storico chitarrista di Vasco.

 

…E A GUIDO ELMI

Ma tra le persone a cui sono andati i saluti di Vasco e di tutto il suo popolo che ascoltava Canzone sotto il cielo di Torino c’è anche Guido Elmi. Storico produttore di Vasco, Guido ci ha lasciati l’anno scorso, dopo aver combattuto per tanto tempo la sua malattia. Guido era un amico inseparabile del Kom e punto di riferimento per tutto il Popolo del Blasco e l’emozione di Vasco su quel palco è stata la nostra che lo guardavamo dal prato.

 

LA MIA “CANZONE”

Vasco ha scritto “Canzone” per il padre, morto in un incidente a 56 anni. Come ho già avuto modo di raccontarvi, credo che la forza del Kom sia la capacità di rivivere in ogni pezzo le emozioni che ha provato al momento della sua composizione. Una magia che si fa ancora più forte nei brani più intensi emotivamente. Neanche a dirlo, “Canzone” è uno di quelli: durante ‘Canzone’ il nostro pensiero va alle persone care che ci mancano e in quello spazio-tempo è come se fossero tutti lì con noi. È un momento straordinario.

Il mio personale pensiero va a mio padre. Tra i tanti ricordi che conservo, c’è quello legato proprio al mio primo concerto di Vasco.

Non avevo ancora 14 anni, erano gli inizi degli anni ‘80 e il pubblico ai concerti di Vasco era costituito in buona parte da ragazzi “problematici”, diciamo.

Da più di un anno avevo in camera il suo poster e ora che veniva a fare un concerto dalle mie parti, non potevo non esserci!

Mio padre non era particolarmente contento di quella passione, che sperava passeggera, legata all’adolescenza. Mi disse che ero giovane e avevo tempo per vedere tanti altri concerti di Vasco.

Era la mattina dell’ 11 agosto 1984 e per la prima volta mi ribellai alla volontà di mio padre (che adoravo) e affermai con convinzione che quella sera io sarei sicuramente stata al concerto: “Non so come ci andrò: a piedi, con i ragazzi del paese, in autostop, con te... quello che so per certo è che sarò lì!

Lui capì che non avrei cambiato idea e mi disse “andiamo a comprare i biglietti, ti accompagno io al concerto stasera”.

Fu un’esperienza unica: lui incontrò un amico che non vedeva da tanti anni (lì per accompagnare il figlio 14 enne) e io passai metà del concerto a farmi strada tra una folla di ragazzi ubriachi ed esaltati per raggiungere la transenna e vedere da vicino il mio idolo. Ci riuscii.

Alla fine dello spettacolo tornai da mio padre: mi disse che aveva passato una bella serata, gli era piaciuta in particolare la canzone "Giocala".

Quella sera mio padre mi regalò una delle emozioni più intense della mia vita, così come grazie a Vasco l’album dei ricordi mio e di mio padre ha una storia in più: la storia dell'amore di un padre che supera i pregiudizi e permette alla figlia di seguire una grande passione.

Quasi 30 anni dopo quel mio primo concerto, ho avuto occasione di parlarne con Vasco e mostrargli il biglietto di quel mio primo live: nella foto qui sotto mi sta scrivendo una dedica su un dvd e accanto c’è proprio quel ticket.

 

 

SALUTI DA TORINO

E a proposito di corsa sotto la transenna, vi mando un saluto da quella di Torino, 34 anni dopo quel primo concerto: stanca per aver saltato e cantato per più di 2 ore e mezzo, ma felice :-)

 

Ai miei saluti dall‘Olimpico di Torino aggiungo quelli di alcuni amici: Frank Nemola, Alberto Rocchetti e Diego Spagnoli.