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Pink Floyd, gli oggetti cult a Roma -VIDEO

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A 50 anni dalla nascita della mitica band britannica, una retrospettiva piena di curiosità per fare impazzire i fan di ogni generazione

Vi siete mai ritrovati di fronte a uno dei giganteschi “gonfiabili” che una certa rock band inglese si era inventata negli anni Settanta per animare i propri concerti? All’epoca era qualcosa di mai visto prima.

Ma i Pink Floyd, si sa, non sono mai riusciti a essere banali. A partire dalla loro musica, certo, ma si sono divertiti molto anche in altri campi. Ecco quindi le copertine surrealiste e visionarie, che hanno visto il coinvolgimento di grandi artisti e grafici, e le performance all’avanguardia, estremamente teatrali e sempre sorprendenti.

Vogliamo parlare delle due statue realizzate nel 1994 dallo scultore John Robertson per la copertina dell’album “The Division Bell”? Oppure del concerto live “senza pubblico” che la band registrò a Pompei nell’estate del 1971 per realizzarne poi un film, che alcuni definiscono come l’anti-Woostock? Per non parlare del gigantesco apparato scenografico ideato per il tour “The Wall - live in Berlin” del 1990.

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Roger Waters, David Gilmour, Richard Wright e Nick Mason, formazione storica dei Pink Floyd, hanno cambiato la storia della musica ma anche di molti linguaggi multimediali moderni. La loro energia fluisce ancora negli artisti più giovani. Tutto questo si può toccare con mano in questi giorni, e fino al 1° luglio, al Museo Marco di Roma.

La mostra, dal titolo “The Pink Floyd Exhibition: Their Mortal Remains”,riserva anche una piccola sorpresa per i fan più sfegatati: la proiezione del mitico concerto del 2005 con il brano Comfortably Numb supportato da un impianto luci e audio in grado di far rivivere letteralmente l’esperienza della storica reunion della band.

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