Sorgenia
cerca
Accedi accedi

"L’economia solare non è una promessa, ma un cambiamento concreto"

  1. Home
  2. Smart energy
  3. "L’economia solare non è una promessa, ma un cambiamento concreto"

A colloquio con Mario Pagliaro, ricercatore e autore di “Helionomics, la libertà energetica con il solare”, il libro che racconta la trasformazione del mondo delle energie rinnovabili

La rivoluzione verso un economia costruita intorno alle fonti rinnovabili è in corso in tutto il Mondo, dall’Italia alla Cina, dall’Etiopia al Messico, dagli Usa all’Australia. "L’economia solare sta rivoluzionando il mercato elettrico in Germania e in Italia, e si appresta a farlo nei Paesi economicamente sviluppati e in quelli in via di sviluppo". È quanto afferma Mario Pagliaro, ricercatore del Cnr a Palermo, tra i più noti nel campo delle nanotecnologie e della chimica dei materiali, e fondatore del Polo Fotovoltaico della Sicilia.

Lo stesso Pagliaro ha recentemente pubblicato il volume “Helionomics, la libertà energetica con il solare”, edito Egea, in cui racconta la transizione verso l’utilizzo delle fonti rinnovabili e la bioeconomia. L’Italia è un esempio virtuoso di questo passaggio, dando risultati da record tra i Paesi industrializzati: nel 2017 la produzione fotovoltaica ha sfiorato i 25 miliardi di kWh, circa l’8,7% della produzione elettrica nazionale.

helionomics.jpg 

 

Mario Pagliaro, ha coniato il termine Helionomics, cosa rappresenta?

E' la versione anglicizzata della parola greca Helionomia e sta a significare l’economia solare. Ovvero, l'economia in cui tanto l'energia e i materiali sintetici verranno ottenuti direttamente dall'energia del sole, dell’acqua e del vento. Parliamo di elementi che fino a oggi si ottengono in larga parte dai combustibili fossili, dal nucleare e dal petrolio.

Economia solare significa anche che i materiali e in particolare i polimeri che oggi otteniamo pressoché interamente dal petrolio, verranno ottenuti dalle risorse biologiche vegetali, e in particolare dalla biomassa lignocellulosica. 

 

Il cambiamento energetico sta andando davvero così spedito? 

Nel gennaio del 2008 presentammo le attività del nuovo Polo Fotovoltaico della Sicilia nello splendido Palazzo Cutò d'Aragona, a Bagheria. In quell’occasione dicemmo che il fotovoltaico e l'eolico avrebbero guadagnato in pochissimi anni una grande quota del mercato elettrico di grandi Paesi industriali. E che la trasformazione sarebbe partita dalla Germania e dall’Italia. Gli ingegneri di una grande società elettrica presenti in sala vennero a manifestarci il loro scetticismo. Dieci anni dopo, nel 2017, in Germania il 36,5% dell'enorme fabbisogno elettrico tedesco è stato coperto dalle rinnovabili. Il prezzo dell'elettricità sul mercato elettrico è crollato, e sono stati spenti 11 enormi reattori nucleari, l'ultimo dei quali in Baviera aveva una potenza di 1284 MW.

 

A che punto siamo con la transizione dall'energia fossile a quella rinnovabile?

Siamo a un ottimo punto, se guardiamo alla rapidità con la quale sono stati conseguiti risultati che dieci anni fa parevano impensabili. Nel 2017, quindi parliamo di un solo anno, nel mondo sono stati collegati alla rete elettrica moduli fotovoltaici per una potenza superiore ai 100 GW (miliardi di Watt). Ed è stata poi ampiamente superata la soglia dei 500 GW di potenza eolica globale installata.

 

L'Italia è tra gli Stati che puntano all'energia ecosostenibile?

Assolutamente sì. L’Italia è fra i Paesi guida nella transizione energetica verso le energie rinnovabili. I dati parlano chiaro: 20 GW di fotovoltaico e oltre 9 di eolico, installati in pochissimi anni. Tutto questo, oltre ad importanti benefici ambientali, ha portato a un calo del prezzo dell'elettricità sul mercato, dagli 87 euro per MWh (megawattora, pari a 1000 kWh) nel 2008 ai neanche 54 dell'anno appena concluso.

 

A che punto è l'Italia con l’energia prodotta con il fotovoltaico? 

Lo scorso anno la produzione elettrica da fotovoltaico ha sfiorato i 25 miliardi di kWh (chilowattora). Si tratta di un record tra i Paesi industrializzati, parliamo, infatti, del 7,8% della domanda elettrica e dell'8,7% della produzione elettrica nazionale. Produrre kWh dal fotovoltaico ormai costa molto meno che farlo con qualsiasi altro mezzo: ed ecco che in Italia sono entrate in funzioni le prime centrali solari che vendono con lauti profitti direttamente sul mercato (la Borsa elettrica) tutta l'energia prodotta. Così, lo stesso fondo d'investimento che nel 2017 ha installato non distante da Roma i primi 63 MW, ne installerà in Italia altri 110 entro la fine di quest'anno, con molti altri investitori pronti a fare lo stesso. In altre parole, si è avverato il sogno di Hermann Scheer (presidente di Eurosolar e del World Council for Renewable Energy, ndr), da sempre grande promotore dell’energia solare, che il solare sarebbe divenuto la scelta degli investitori perché, semplicemente, più redditizio delle altre fonti di energia.

 

Nel suo libro tratta anche di Best practice che puntano all'energia solare. Ci sono esempi virtuosi?

Certo. Ad esempio, un’azienda molitoria in provincia di Siracusa nel 2016 ha realizzato una centrale fotovoltaica da 350 kW, con cui ha visto crollare la bolletta di quasi 60mila euro all'anno. Oppure, l'orfanotrofio di San Francesco in Eritrea, che grazie a un container solarizzato con all'interno un sistema di depurazione dell'acqua produce 1.500 litri di acqua potabile all’ora. Oppure la cittadina di Logan, in Australia, che con 323 moduli fotovoltaici e con le batterie al litio autoproduce e accumula tutta l'energia necessaria al potabilizzatore, che non è connesso alla rete. Insomma, l'energia solare è una risorsa che accresce, innanzitutto, la nostra libertà.