Da gennaio a settembre 2026, solare ed eolico compensano il calo dell’idroelettrico. Secondo Terna, però, i consumi aumentano più rapidamente dell’energia verde, che copre il 42,1% del fabbisogno elettrico nazionale. Cresce la potenza degli impianti, rallentano gli accumuli
Nei primi nove mesi del 2026, la produzione di elettricità da fonti rinnovabili in Italia raggiunge il valore più alto registrato nello stesso periodo: 103,4 terawattora, l’1,1% in più rispetto al 2025. Il risultato arriva grazie alla crescita del fotovoltaico e dell’eolico, che compensano la flessione dell’idroelettrico.
Il fabbisogno nazionale aumenta però a un ritmo superiore: +5,2%, per un totale di 245,8 TWh. Di conseguenza, la quota dei consumi soddisfatta dalle fonti pulite scende al 42,1%, rispetto a circa il 43,7% di un anno prima. Il Rapporto mensile sul sistema elettrico di settembre 2026, pubblicato da Terna, fotografa così una crescita della generazione verde ancora insufficiente a tenere il passo con l’aumento della domanda.
Il solare compensa il calo dell’idroelettrico
Il fotovoltaico è il principale motore del risultato. Tra gennaio e settembre gli impianti hanno generato 44,5 TWh, in aumento del 20,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Sono circa 7,6 TWh aggiuntivi, che superano i 6,8 TWh persi dall’idroelettrico, fermo a 27,1 TWh con una contrazione del 20,2%.
Un ulteriore contributo arriva dall’eolico, che produce 16,8 TWh, il 7% in più su base annua. Diminuiscono invece le bioenergie, a 11,1 TWh, e la geotermia, a 3,8 TWh: le flessioni sono rispettivamente del 4,8% e del 2,7%.
Questi andamenti modificano il peso delle tecnologie nel sistema elettrico. Il sole fornisce ormai il 43% della generazione rinnovabile, contro il 26,2% dell’acqua. Insieme al vento raggiunge 61,3 TWh, pari a quasi il 60% dell’elettricità verde e a circa un quarto del fabbisogno nazionale.
A settembre pesa anche l’aumento delle temperature
L’accelerazione dei consumi emerge anche dal dato mensile. Come riporta Terna, a settembre la richiesta di elettricità raggiunge 27,8 TWh, il livello più elevato per questo mese dal 2014, con un incremento del 6,5% rispetto al 2025.
La temperatura media, superiore di circa 2°C a quella di settembre dell’anno precedente, contribuisce alla crescita. Anche correggendo il dato per gli effetti di calendario e temperatura, l’aumento rimane del 4,6%. La domanda sale in tutte le aree del Paese: del 5,3% al Nord, del 7,7% al Centro e dell’8,3% al Sud e nelle isole.
Per soddisfare la maggiore richiesta aumentano sia la generazione termoelettrica sia le importazioni. Nel bilancio dei primi nove mesi, il saldo degli scambi con l’estero raggiunge 38,6 TWh, il 9,6% in più rispetto al 2025, coprendo il 15,7% del fabbisogno italiano.
Nuovi impianti per 5,3 gigawatt
Sul fronte delle infrastrutture, tra gennaio e settembre l’incremento della capacità rinnovabile in esercizio raggiunge circa 5,3 GW. La quasi totalità riguarda il fotovoltaico, con 4,8 GW aggiuntivi, seguito dall’eolico con 421 MW.
A fine settembre, la potenza complessiva degli impianti alimentati da fonti pulite arriva a 88,8 GW, dei quali 48,3 GW solari e circa 14 GW eolici. Nel solo mese di settembre l’aumento è di 675 MW.
La capacità installata indica quanta potenza gli impianti possono erogare; l’energia effettivamente generata dipende anche dalle ore di funzionamento e dalla disponibilità delle risorse. L’espansione degli impianti e la variabilità delle fonti concorrono quindi a determinare il risultato produttivo.
Rallenta l’installazione degli accumuli
La crescente presenza di solare ed eolico rende più utile conservare l’elettricità per impiegarla quando la produzione diminuisce. A settembre, Terna rileva circa 985 mila sistemi di accumulo in esercizio, escludendo i pompaggi idroelettrici, con una potenza nominale complessiva di 8,3 GW e una capacità di circa 20 GWh.
Le nuove installazioni procedono però più lentamente rispetto al 2025. Nei primi nove mesi, la potenza degli accumuli aumenta di 911 MW, il 38,6% in meno rispetto all’incremento registrato un anno prima. La capacità utilizzabile aggiuntiva si attesta intorno a 2 GWh, in calo del 55,2%.
Il rallentamento riguarda una tecnologia che permette di utilizzare nelle ore serali anche l’energia solare raccolta durante il giorno. La possibilità di spostare l’offerta nel tempo aiuta ad avvicinare la disponibilità di elettricità rinnovabile ai momenti in cui famiglie e imprese ne hanno bisogno.
