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Rinnovabili e batterie, perché l’Italia è tra i mercati più dinamici d’Europa

La crescita di fotovoltaico ed eolico rende sempre più strategici i Battery Energy Storage Systems, i grandi sistemi di accumulo a batteria chiamati a bilanciare produzione e consumi e a garantire maggiore flessibilità alla rete. Ecco perché l’Italia sta diventando uno dei mercati europei più dinamici

Nelle ore centrali di una giornata molto soleggiata gli impianti fotovoltaici possono produrre più elettricità di quanta ne serva in quel momento. La sera, quando i consumi aumentano e il sole non c’è più, quella produzione viene meno: conservarne almeno una parte permette di renderla disponibile nelle ore successive. È in questo disallineamento temporale che si gioca una delle sfide decisive della transizione energetica.

I BESS (Battery Energy Storage Systems) rispondono a questa esigenza immagazzinando l’elettricità disponibile in eccesso e restituendola quando serve. La loro diffusione sta accelerando insieme a quella delle fonti rinnovabili e, grazie al nuovo quadro di mercato, l’Italia si sta affermando come uno dei Paesi europei più dinamici nello sviluppo di queste infrastrutture.

Che cosa sono i BESS e perché sono diventati così importanti

La sigla BESS indica sostanzialmente i grandi sistemi di accumulo collegati alla rete elettrica. Questi impianti contribuiscono a rendere il sistema elettrico più flessibile, facilitano l’integrazione di fotovoltaico ed eolico e aiutano a mantenere l’equilibrio della rete. Lo evidenzia anche lo studio della Commissione europea dedicato ai sistemi di accumulo, che individua nello storage una delle leve necessarie per accompagnare la decarbonizzazione del settore energetico.

Più rinnovabili, più bisogno di accumulo

Negli ultimi anni l’Italia ha accelerato la diffusione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, in particolare del fotovoltaico. Questa crescita riduce le emissioni e la dipendenza dai combustibili fossili, ma rende più complessa la gestione di una produzione che varia in base alle condizioni meteorologiche e alle ore del giorno.

Più aumenta la quota di energia prodotta da sole e vento, maggiore diventa la necessità di coordinare le diverse risorse del sistema elettrico. Gli accumuli aiutano a contenere le congestioni e il cosiddetto curtailment, cioè la riduzione forzata della produzione quando la rete non riesce ad assorbirla, valorizzando così una quantità maggiore di elettricità rinnovabile.

Secondo l’International Energy Agency, le batterie sono destinate a diventare uno degli elementi centrali dei sistemi energetici a basse emissioni, perché possono sostenere sia l’espansione delle rinnovabili sia la crescente elettrificazione dei consumi.

Perché l’Italia sta attirando l’attenzione degli investitori

Il dinamismo italiano dipende anche dalla costruzione di un quadro regolatorio pensato per trasformare il fabbisogno di stoccaggio in nuova capacità disponibile. Questo elemento ha reso il Paese particolarmente interessante per sviluppatori e investitori.

Il principale strumento è il MACSE, il Mercato a termine degli stoccaggi, il meccanismo sviluppato da Terna per approvvigionare, attraverso procedure competitive, capacità utilizzabile dal sistema elettrico nel lungo periodo.

L’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente ha confermato la progressione del fabbisogno nazionale di capacità di stoccaggio individuata da Terna, riconoscendo il ruolo strategico degli accumuli nell’evoluzione del sistema elettrico.

Anche il Rapporto Adeguatezza di Terna evidenzia la necessità di incrementare nei prossimi anni la capacità di accumulo, così da garantire sicurezza e affidabilità alla rete in uno scenario caratterizzato da una presenza crescente di fonti rinnovabili.

Queste condizioni hanno portato Aurora Energy Research, uno dei principali centri di analisi dei mercati energetici, a collocare l’Italia tra i mercati europei più attrattivi per lo sviluppo dei BESS, insieme a Germania e Gran Bretagna.

I benefici per la rete e per il sistema energetico

Le grandi batterie possono svolgere diversi compiti. Il più immediato consiste nello spostare l’elettricità dalle ore in cui è più abbondante a quelle in cui la domanda cresce, contribuendo a contenere il ricorso agli impianti fossili nei momenti di picco.

Possono inoltre fornire servizi utili alla stabilità della rete, intervenendo rapidamente per correggere gli squilibri e favorire il corretto funzionamento del sistema. In questo modo lo storage accompagna l’aumento della generazione rinnovabile senza scaricarne tutta la variabilità sulle altre infrastrutture elettriche.

Un’ulteriore funzione riguarda la resilienza: la disponibilità di energia accumulata amplia gli strumenti con cui il gestore può affrontare variazioni improvvise della produzione o dei consumi e organizzare in modo più efficiente i flussi sulla rete.

Le sfide ancora aperte

La crescita del settore dipenderà anche dalla capacità di affrontare alcune questioni decisive. Lo sviluppo dei nuovi impianti richiede procedure autorizzative efficienti, connessioni alla rete disponibili e una pianificazione coerente con le esigenze dei territori.

Resta centrale anche il tema della sostenibilità della filiera. La diffusione delle batterie dovrà procedere insieme allo sviluppo di processi di riciclo, recupero dei materiali e riduzione dell’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita degli impianti.

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