La capacità installata ha già superato quota 311 e potrebbe arrivare a 436 entro il 2030. Il rilancio passa da autorizzazioni più rapide, reti adeguate, aste stabili, elettrificazione dei consumi e un obiettivo vincolante per il 2040
L’Europa ha superato la soglia dei 290 gigawatt di potenza eolica e si avvia verso un 2026 da record. Secondo gli ultimi dati di WindEurope sull’energia eolica in Europa, nei primi sei mesi dell’anno sono entrati in funzione 8,8 GW di nuova capacità, il 30% in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
WindEurope è l’associazione che rappresenta l’industria eolica europea e riunisce oltre 600 membri lungo l’intera filiera, dai produttori di turbine agli sviluppatori di impianti, fino ai fornitori di componenti e servizi. L’organizzazione prevede che il continente possa chiudere il 2026 con 24 GW di nuova capacità complessivamente installata nell’anno, un record per il settore.
Dai 291 GW del 2025 agli oltre 311 del 2026
I 290 GW rappresentano ormai una tappa superata. A metà 2025 l’Europa disponeva di 291 GW, dei quali 254 installati a terra e 37 in mare. Nel primo semestre del 2026 la capacità ha oltrepassato 311 GW, con 270,5 GW onshore e 40,9 GW offshore.
L’Unione europea concentra quasi 252 GW del totale, suddivisi tra 228,4 GW a terra e 23,2 GW in mare. La distinzione è importante per interpretare correttamente le previsioni: il dato relativo all’intero continente comprende anche Paesi come Regno Unito, Turchia e Norvegia.
La crescita dei primi sei mesi del 2026 è stata trainata dalla Germania, che ha aggiunto 3,4 GW. Seguono il Regno Unito con 789 MW e la Spagna con 612 MW. Anche Danimarca, Polonia, Portogallo e Francia hanno accelerato, mentre l’Ucraina ha installato oltre 400 MW malgrado la guerra.
La rotta verso il 2030
WindEurope prevede che la potenza complessiva possa raggiungere 436 GW in Europa entro il 2030. Per i Ventisette la stima è di 342 GW, sufficienti a soddisfare il 27% della domanda elettrica dell’Unione.
La traiettoria rimane inferiore ai 425 GW che l’associazione aveva indicato come soglia necessaria per sostenere pienamente l’obiettivo comunitario del 42,5% di rinnovabili. Per avvicinarsi a questo livello serviranno regole prevedibili, infrastrutture adeguate e un ritmo di realizzazione più sostenuto.
Autorizzazioni più rapide per trasformare i progetti in impianti
Le procedure autorizzative restano, secondo WindEurope, uno dei principali ostacoli. La Germania mostra gli effetti di una piena applicazione delle norme europee: nei primi sei mesi del 2026 ha autorizzato oltre 9 GW di nuovi parchi onshore, avviandosi verso un altro anno da record.
Negli altri grandi mercati il ritmo rallenta. I volumi autorizzati sono diminuiti in Spagna, Francia, Regno Unito, Italia e Irlanda. La disponibilità di progetti e capitali deve essere accompagnata dalla capacità delle amministrazioni di completare le valutazioni nei tempi previsti.
L’associazione chiede quindi un’applicazione omogenea delle regole comunitarie sui permessi. Anche le aree di accelerazione possono contribuire a snellire le procedure, purché siano accompagnate da criteri chiari per la tutela del territorio, della biodiversità e delle comunità locali.
Reti e connessioni al centro della pianificazione
Costruire nuovi parchi rappresenta soltanto una parte del percorso. L’elettricità prodotta deve raggiungere case, imprese e industrie attraverso reti più estese, digitalizzate e flessibili. Ritardi nelle connessioni e congestioni possono lasciare inutilizzati anche progetti già autorizzati.
Per WindEurope, il pacchetto europeo sulle reti dovrà favorire gli investimenti e contribuire a ridurre le code per l’accesso alle infrastrutture. Lo sviluppo del sistema elettrico deve procedere insieme alla crescita delle fonti rinnovabili, tenendo conto della diffusione di sistemi di accumulo, pompe di calore, veicoli elettrici e processi industriali alimentati direttamente con elettricità.
L’elettrificazione dei consumi assume così un valore economico oltre che ambientale. Una domanda più ampia e prevedibile può sostenere gli investimenti, ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati e offrire alle industrie forniture più stabili.
Aste e investimenti preparano la nuova capacità
Anche aste e investimenti indicano una crescita dei progetti. Nei primi sei mesi del 2026 cinque Paesi hanno assegnato sostegni per 17,2 GW, quasi equamente distribuiti tra impianti onshore e offshore. Nella seconda metà dell’anno i governi europei prevedono di mettere all’asta oltre 24 GW.
Nello stesso periodo sono stati raccolti 9 miliardi di euro per finanziare 5,2 GW destinati a entrare in esercizio nei prossimi anni. WindEurope chiede aste fondate su criteri stabili e una programmazione pluriennale dei volumi. L’associazione individua nei contratti per differenza a due vie uno strumento utile per ridurre il costo del capitale e limitare l’esposizione di produttori e consumatori alle oscillazioni dei prezzi.
Un obiettivo vincolante per il 2040
La pianificazione dovrà guardare oltre la scadenza del 2030. WindEurope propone un obiettivo europeo vincolante sulle rinnovabili per il 2040, così da permettere ai governi di programmare aste, reti e autorizzazioni e alla filiera industriale di preparare gli investimenti.
L’associazione sollecita inoltre un maggiore impiego dei proventi del sistema europeo di scambio delle emissioni per sostenere l’elettrificazione dell’industria, attraverso il Fondo per l’innovazione e la futura Banca per la decarbonizzazione industriale.
