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Natale 2013, contro lo spreco alimentare c’è il Food Sharing

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La moda, lanciata nel 2012 in Germania, è arrivata anche in Italia: sul web è possibile condividere gli eccessi di cibo che altrimenti finirebbero in discarica e aiutare gli altri

Pancia mia fatti capanna. Le festività natalizie sono una occasione per tutti i golosi di festeggiare con amici e parenti davanti a tavole imbandite e ricche di prelibatezze. Pandori, panettoni, cotechini, aragoste e chi più ne ha più ne metta: queste sono solo alcune delle pietanze della tradizione, che però nella maggior parte dei casi finiscono nella spazzatura. Contro lo spreco alimentare arriva però direttamente dalla Germania il cosiddetto Food Sharing, la condivisione di cibo che tutela l’ambiente e realizza un concreto gesto di solidarietà.

 

Si tratta di una vera e propria moda diffusasi rapidamente attraverso una piattaforma web che permette di mettere in comune con altri consumatori il cibo che si ha ancora in casa o al supermercato e che è vicino alla scadenza. Da quando è stato lanciato alla vigilia del Natale 2012, i 17 mila utenti registrati sul sito sono riusciti a salvare oltre 4 mila chilogrammi di cibo. La regola di base è molto semplice: “non far mangiare agli altri ciò che non mangeresti tu”. In più non si possono condividere uova e carne macinata, e bisogna assicurarsi che venga rispettata la catena del freddo, il tutto all’insegna del risparmio non solo per i privati cittadini ma anche per produttori e commercianti alimentari che possono offrire gratuitamente i prodotti eccedenti o gli scarti che altrimenti finirebbero in discarica.

 

E in Italia? Il Belpaese non poteva rimanere indietro rispetto al resto d’Europa e così,  a partire dallo scorso aprile, è online Ifoodshare.org, la prima piattaforma che, nata in Sicilia, aiuta a condividere i surplus alimentari dal Nord al Sud della Penisola, aiutare chi ha più bisogno e limitare gli sprechi. Per poter donare o beneficiare delle ceste messe a disposizione dal sistema è necessario registrarsi nell’apposita area del sito, dove privati cittadini, aziende e organizzazioni non governative potranno concordare, tramite un sistema di messaggistica interna, le modalità di consegna e ritiro.

 

Insomma, il web va incontro alle esigenze dell’ambiente e soprattutto delle persone meno fortunate, soprattutto a Natale. Secondo una indagine della Cia, la Confederazione italiana agricoltori, ogni anno dalla vigilia di Natale a Capodanno sono finite nei cassonetti ben 440 mila tonnellate di cibo, per un valore complessivo di 1,32 miliardi di euro. Uno sperpero di risorse e un danno rilevante per l’ambiente, costato in media 50 euro a famiglia. Nonostante questo, ben 80 milioni di persone in Europa vivono al di sotto della soglia di povertà, mentre in tutto il mondo sono 900 i milioni di grandi e piccoli che soffrono di malnutrizione. Condividere il cibo che andrebbe sprecato, dunque, può essere un buon modo per trascorrere feste più sostenibili e solidali.