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La top 5 dei fumetti italiani scelta da Stefano Santarelli

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Da Torpedo ai cartoni per la Rai, dalle pagine di Dylan Dog al “Coatto Unico” di Giorgio Tirabassi. La top parade secondo l’artista del balloon italiano

Stefano Santarelli, classe 1961, è sempre stato una persona decisa.  Laureato in Filosofia nel 1984, ha provato a fare l’insegnante per tre mesi, giusto il tempo di capire che nella vita voleva fare altro. Scrivere, soprattutto. Per il teatro, per il fumetto, per i cartoni animati. L’importante era la creatività. È arrivato a fondare, insieme ad altri colleghi, la Scuola Romana dei Fumetti, dedicata a chi voleva  intraprendere la sua stessa professione.

 

UNA SCELTA DI VITA (E DI PIGRIZIA): SCRIVERE!

La scrittura ha molto a che fare col carattere stesso di Stefano, che ci rivela, senza remore, il motivo principale che lo ha spinto a diventare uno sceneggiatore. “Non mi è mai piaciuto alzarmi presto la mattina – spiega – perciò ho scelto un mestiere che mi consentisse di lavorare fino a tarda notte, per potermi poi alzare molto tardi il giorno dopo. Scrivere per il teatro,  e poi per il fumetto, mi ha permesso di vivere agevolmente in questo modo”.

 

ILTEATRO, LA SCELTA D’AMORE

Ovviamente l’amore per il teatro va al di là delle abitudini notturne di Stefano. Fin dal 1984 Santarelli si distingue come autore, regista e anche interprete presso il Teatro Centrale di Roma, dove lavora alacremente per tre anni. Tra i suoi testi più celebri c’è anche quel “Coatto Unico” scritto per Giorgio Tirabassi, che ancora anima le serate della Capitale.

Nel 1993 Santarelli arriva anche a coniugare la passione per il teatro  con il suo lavoro di “fumettaro” collaborando alla realizzazione de L'Opera a Fumetti, promosso dal Teatro dell’Opera di Roma.

 

IL FUMETTO, LA  SCELTA PROFESSIONALE

Il 1988 vede l’esordio ufficiale di Stefano Santarelli nel mondo fumetti. Collabora con riviste del calibro di SplatterMostri, Torpedo, Blue e L'Intrepido. Lavori che gli valgono una carriera professionale solida ma anche qualche scontro con l’ambiente borghese e benpensante dell’epoca, che arriva a portare in tribunale la questione dei “fumetti proibiti”. Ormai però i giochi sono fatti e nel 1993 Stefano arriva a fondare, insieme ad altri professionisti della nuvola parlante, la Scuola Romana dei Fumetti.

Seguono anni di grandi collaborazioni. Con Luciano De Crescenzo (e i suoi “Miti Greci a Fumetti”),  con la Sergio Bonelli Editore (da Martyn Mystére a Dylan Dog) e con la RAI (per cartoni animati dedicati a Sandokan e a Ulisse).

 

I FUMETTI SCELTI DA STEFANO SANTARELLI

Siete quindi curiosi di conoscere i fumetti  preferiti di Stefano Santarelli, che ha fatto un po’ la storia dei comics qui in Italia negli ultimi trent’anni?  Non vi resta che guardare  il video all’inizio dell’articolo.