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Hoverboard: 5 cose da sapere sul segway senza manubrio

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Non vola come lo skate di “Ritorno al Futuro” ma è sicuramente molto divertente. Ce lo assicurano Justin Bibier e Mike Tyson

Lo si può definire un segway senza manubrio, ed è dedicato a chi proprio non ne vuole più sapere di camminare con le proprie gambe. È l’hoverboard, l’ultima moda in fatto di mobilità elettrica. Ne esistono attualmente diverse varianti, ma la struttura base è la medesima: due plance con ruote alimentate da motori elettrici indipendenti, connesse da un asse orizzontale e munite di un giroscopio “intelligente” che serve a mantenere la persona in equilibrio. Guidarlo è piuttosto semplice, basta spostare leggermente il proprio peso nella direzione desiderata e il gioco è fatto. I produttori promettono che rivoluzionerà la mobilità cittadina, i vip lo mostrano come l’ultimo oggetto dei desideri, ma al momento a noi sembra poco più che un giocattolo.

 

SI CHIAMA “HOVERBOARD” MA NON VOLA

Il termine “hoverboard” indicherebbe in realtà un oggetto in grado di librarsi nell’aria. Per intenderci, è il mitico skate volante che Michael J. Fox utilizza nel secondo capitolo della saga “Ritorno al Futuro”. Il gadget di cui parliamo invece se ne sta ben ancorato al terreno, meglio se su una superficie liscia e priva di asperità. Qualcuno ha tentato di affibbiargli definizioni tecniche più corrette, come “scooter elettrico autobilanciato” (self balance scooter) o “tavola biciclica autobilanciata” , ma hoverboard è ormai divenuto il nome universalmente accettato da produttori e acquirenti.

 Leggi anche: Quanto consuma la DeLorean di Ritorno al futuro per viaggiare nel tempo?

 

QUANTO PUÒ CORRERE?

Le caratteristiche tecniche possono variare, soprattutto in base alla fascia di costo, ma in genere parliamo di una velocità massima di 10/12 Km/h e una capacità di carico che non dovrebbe superare i 90kg. Gli hoverboard sono di solito mossi da due motori da 250W. La batteria al litio in dotazione garantisce un’autonomia che si aggira sui 20 kilometri e le due ore circa. Altrettante ne servono poi per una ricarica completa. Il peso di questo giocattolo si aggira tra gli 8 e i 10 kilogrammi. Non proprio un gadget da tenere nello zaino. Volete sapere dei costi? Non meno di 400 euro per avere un modello quanto meno sicuro, ma si può arrivare anche ai 1500 euro per i veicoli più fighi.

 

 

CHI L’HA INVENTATO?

Forse non tutti lo sanno, ma l’hoverboard è un’invenzione cinese, imitata poi dai produttori occidentali che ne hanno fiutato le possibilità commerciali. A rivendicarne la paternità sarebbe l’inventore e uomo d’affari Shane Chen, che presentò un suo prototipo su Kickstarter già nel 2013. A causa della debole normativa sui brevetti attualmente in uso in Cina (come ebbe a lamentarsi Chen in un’intervista al “Los Angeles Time”) le aziende rivali non tardarono a inondare il mercato di propri modelli, seguiti poi dai produttori americani.

 

FENOMENO VIRALE

Se i primi hoverboard sono sbarcati in Italia da circa un anno, negli Usa spopolavano già nel 2015, grazie anche ai numerosi vip che l’hanno subito ostentato come “oggetto del desiderio”. Le immagini di Justin Bibier che passeggiava in città a bordo del suo giocattolo elettrico, per esempio, sono divenute immediatamente virali, facendo ovviamente schizzare le vendite del mezzo.

Altrettanto virali sono stati gli incidenti. Al primo posto c’è Mike Tyson messo KO dal proprio hoverboard.

In Italia i primi utilizzatori famosi sono stati Belén e il calciatore Hamsik.

 

LIMITI NORMATIVI

Prima che l’hoverboard diventi la soluzione definitiva per la mobilità cittadina, come annunciano i produttori, andrebbero eliminati alcuni vincoli normativi importanti. L’attuale codice della strada non aiuta. Già, perché l’hoverboard non è come la bici elettrica. La legge, in Italia come anche negli Usa, non lo considera un veicolo ma un “acceleratore di prestazioni”. In quanto tale non ne contempla l’uso nei luoghi pubblici, perciò ne è vietato l’uso su marciapiedi, piste ciclabili e strade.

Questo vincolo potrebbe essere rimosso in futuro, o almeno in questa direzione vanno le richieste dei produttori. In attesa che ciò avvenga, però, è possibilegià oggi prendere dimestichezza con questo “skate”. O almeno utilizzarlo in modi creativi, come fanno alcuni originali gruppi di dancer.