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Guide Me Right, quando la guida turistica diventa un amico

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Grazie alla startup e al meccanismo della sharing economy è possibile farsi accompagnare dai local friend alla scoperta di luoghi, tradizioni e sapori

Condivisione, turismo, socializzazione e cultura. Sono i punti cardine sui quali si fonda Guide Me Right, l'innovativa startup italiana, fondata da due ragazzi sardi, che sfrutta il modello della sharing economy per offrire servizi agli utenti.

 

LOCAL FRIEND

Grazie a Guide Me Right i turisti possono scoprire gli angoli più nascosti, ma anche quelli più noti, del Belpaese. Ogni visitatore può richiedere il supporto dei local friend, ovvero degli utenti attivi registrati nella piattaforma del sito che si propongono per fare da accompagnatori, dei veri e propri ciceroni disposti a fare da guida. Un'occasione unica anche per socializzare, per conoscere posti nuovi e tradizioni differenti.

 

DALL'ERASMUS ALLA SARDEGNA

“L'idea è il frutto della mia esperienza Erasmus – racconta uno degli ideatori, Luca Sini, a EnergieSensibili – Infatti, al ritorno in Italia ho accompagnato i miei amici spagnoli alla scoperta della Sardegna capendo l'importanza di una guida “amichevole”. In seguito ai miei studi specialistici sul turismo abbiamo pensato a questo progetto nel 2013 e dall'inizio di quest'anno la piattaforma è attiva. Al momento possiamo contare su 300 local friend dislocati in circa 250 città, da Nord a Sud”.

 

TRAKKING, MODA E MARE

Chi si propone come guida lo fa nei modi più svariati, si va da una passeggiata nei luoghi caratteristici ai tour nella vita notturna passando per la disponibilità a offrire pietanze fatte in casa. I local friend si riscoprono tour operator offrendo competenze e tempo secondo determinate tariffe, si tratta di un puro servizio di condivisione e scambio, come i servizi Uber e Bla Bla Car, da non confondere quindi con i pacchetti turistici.

“Quest'estate sono andate molto bene le attività di trakking – prosegue Sini – ma possiamo aggiungere che a Milano sono gettonate le visite tra i luoghi della moda ma anche tra le “Calette”, le tipiche spiagge delle coste sarde”.

 

SERVIZIO ALTERNATIVO

Le tariffe dei servizi sono decise dai range di valutazione, creati in seguito ai giudizi dei turisti al termine dell'esperienza. I costi, quindi, sono in costante mutamento e spesso sono associati a una garanzia di qualità del servizio offerto.

Proprio la questione dei prezzi ha suscitato qualche polemica da parte delle associazioni di categoria turistiche, che intravvedono nelle startup innovative una forte concorrenza per il proprio lavoro.

“Noi offriamo un servizio alternativo, allarghiamo il campo dei servizi ai turisti. - continua l'ideatore di Guide Me Right - Chi è convinto della propria posizione non accoglie di buon grado una novità in questo settore. Io penso che sia necessario aggiornare la normativa sull'esclusività e la certificazione di alcune attività lavorative. La liberalizzazione è necessaria ma non bisogna abusare del termine, aggiornare è la parola più giusta”

 

SHARING ECONOMY IN ITALIA

Sono tanti i giovani come Luca che hanno vinto la scommessa con competenza e spirito d'innovazione, sapendo cogliere le opportunità del territorio, trasformando la crisi in un trampolino di lancio attraverso i nuovi sistemi di impresa.

“Lo stato della sharing economy in Italia è in salute – conclude Luca Sini – Siamo al terzo posto a livello mondiale per offerta di B&B. Nel nostro Paese abbiamo una grandissima risorsa che è il turismo, dobbiamo cercare di sfruttarla in tutte le sue forme. Sono tanti gli italiani, soprattutto giovani, che hanno deciso di mettersi in discussione per dare un calcio alla crisi, delle vere e proprie realtà consolidate che contribuiscono a rinnovare lo spirito imprenditoriale”.