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Finanziamenti alle imprese, 80 milioni per il bio delle Marche

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Nuovo piano della Regione a sostegno delle filiere agroalimentari, contributi fino al 2020

Da tempo il biologico è la punta di diamante dell'economia delle Marche e lo sarà ancora di più nei prossimi anni grazie agli 80 milioni di euro di finanziamenti alle imprese erogati dalla Regione. Nell'ambito del Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020, sono stati messi a punto quattro bandi per la creazione di filiere bio locali e regionali e la stesura di accordi agroambientali per la promozione di distretti agroalimentari. L'obiettivo principale è quello di valorizzare il territorio, sfruttando la stretta collaborazione tra imprese e istituzioni per rafforzare la presenza del biologico marchigiano sui mercati internazionali.

 

COME SI STRUTTURA IL PIANO DI FINANZIAMENTO

I quattro bandi che sbloccheranno i finanziamenti alle imprese agroalimentari delle Marche sono rivolti, nello specifico a:

  • sviluppo di tecniche di produzione biologica;
  • sostegno di aziende agricole già esistenti;
  • inserimento sul mercato di nuove imprese e giovani agricoltori;
  • sostegno ad attività extragricole (ad esempio quelle di marketing).

I fondi sono attivi fino al 2020 ma modalità e tempistiche di partecipazione sono ancora in via di definizione.

Le risorse a sostegno della filiera biologica appena sbloccate fanno parte del piano complessivo di sostegno al settore primario del terrgitorio messo a punto dalla Regione su risorse del Psr. Complessivamente, sono 537,96 milioni di euro, destinati alla competitività dell’agricoltura marchigiana, alla gestione sostenibile delle risorse naturali, alla mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, all’innovazione, e allo sviluppo inclusivo delle zone rurali.

 

A CHI È RIVOLTO IL FINANZIAMENTO

L'elenco dei beneficiari degli incentivi regionali varia a seconda della tipologia del bando per cui si fa richiesta di partecipazione. I destinatari delle misure, nel complesso, sono imprenditori agricoli singoli o associati in consorzi, enti pubblici o associazioni agrarie, a patto che gestiscano direttamente i terreni agricoli di loro proprietà.

Per quanto riguarda il sostegno ai giovani agricoltori che vogliono lanciarsi sul mercato, possono usufruire del finanziamento solo quelli con età inferiore a 40 anni. Anche in questo caso, è stto posto un vincolo di merito: le nuove leve dovranno essere alla loro prima esperienza nel campo in qualità di capo d'azienda.

 

BIO, LA TRADIZIONE MARCHIGIANA

Il biologico nelle Marche è all’ottavo posto in Italia per numero di operatori e superficie coltivata. L'interesse della regione è antico è ben consolidato: le prime imprese di questo tipo sul territorio risalgono al 1978. Oggi le aziende agricole marchigiane votate al bio sono 2.449, specializzate in particolare nella trattazione dei cereali (la pasta bio è la prima filiera regionale) e dei vitigni (le Marche sono quarto posto in Italia con un 20% della viticoltura dedicata al biologico). Ed è marchigiano, infine, anche il più grande gruppo nazionale nelle carni bio, Fileni.