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Concordia e rischi ambientali, un sommergibile per spostare la nave

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Il transatlantico, rifiuto speciale, dovrebbe essere portato nel porto più vicino cioè Piombino. Ma la Costa preferirebbe smantellarlo in Turchia, dove costa meno

Sarà forse un sommergibile il protagonista della seconda parte della storia sulla rimozione della Costa Concordia. La nave da crociera, raddrizzata grazie alla mastodontica operazione di parbuckling gestita dal consorzio Titan-Micoperi e ancora nelle acque dell’Isola del Giglio, attende che sia stabilita dalla Costa e dalla compagnia di assicurazione la sua ultima destinazione.

 

Secondo alcuni esperti, come abbiamo raccontato ieri, la struttura ideale per accogliere le spoglie della Concordia sarebbe il porto più vicino e allo stesso tempo più grande a disposizione. Mentre Piombino, Civitavecchia, Genova si contendono il business milionario la Costa avrebbe già pensato a un’altra soluzione: il Vanguard, un mostro del mare in grado di sobbarcarsi il peso del transatlantico e spostarlo verso destinazioni anche più lontane dell’Italia.

 

L’inadeguatezza delle strutture italiane sarebbe risultata da uno studio condotto da Fincantieri per Costa Crociere la scorsa primavera. Ma l’azienda cantieristica italiana, contattata dalla redazione di Energie Sensibili, non ha voluto rendere noto il documento. Il motivo della scelta di un porto non italiano potrebbe essere anche di natura economica: l’operazione di smantellamento – a causa della presenza di sostanze organiche e chimiche – sarebbe un lavoro ad alto rischio sia per i lavoratori che per l’ambiente, che comporterebbe costi molto elevati in un Paese con una normativa come quella italiana (da tempo, infatti, la prassi è di spostare questo genere di operazioni nei Paesi del sud-est asiatico).

 

Di qui l’idea di utilizzare Vanguard: un sommergibile/chiatta di 275 metri per 70, costruito dalla Dockwise nei cantieri Hyundai in Corea per spostare piattaforme petrolifere di grandissime dimensioni. La Dockwise è un’azienda olandese specializzata nei trasporti eccezionali, attiva dal 1993 con una flotta di 26 mezzi speciali. Tra questi c’è il Vanguard, che ha già trasportato strutture imponenti per lunghe distanze: la prima è stata a febbraio di quest’anno la Jack/St. Malo della Chevron, dalla Corea al Golfo del Messico. Il “mostro” marino, come qualcuno lo ha già definito, nonostante sia 15 metri più corto della Concordia sarebbe in grado di immergersi sotto la nave (come un sommergibile) e poi riemergere sollevandola (come una chiatta). Per la Concordia allora la Turchia potrebbe essere un’opzione, anche perché lì i costi di lavorazione sono più contenuti rispetto all’Italia.

 

L’11 marzo scorso, però, il transatlantico è stato dichiarato “rifiuto speciale” secondo la Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 2008/98/CE e in quanto tale dovrebbe essere trattato nel porto più vicino, che è quello di Piombino. Stando alla legge l’ultima parola spetta alla Regione Toscana, che potrebbe quindi scegliere Piombino come punto di arrivo della Concordia. Nella cittadina toscana tutto è già pronto per l’ampliamento dell’infrastruttura portuale: un grosso investimento (si parla di 110 milioni di euro) per accaparrarsi un business ben più redditizio.

 

[Foto e gallery di www.dockwise.com]