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Ballare per produrre energia: ecco l’eco-dance

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Tanti i green club che sono nati in tutto il mondo. Pannelli fotovoltaici, camerieri in bicicletta e bicchieri biodegradabili i segreti del divertimento sostenibile

Scatenarsi in pista il sabato sera riducendo il proprio impatto ambientale si può. In tutto il mondo impazza la moda della cosiddetta “eco-dance”: si può ballare al ritmo della propria musica preferita in locali green, amici dell’ambiente e realizzati con materiali riciclabili per ridurre al minimo il consumo di energia.  Dagli Stati Uniti d’America arrivano gli esempi più originali di pista sostenibile. A New York è il Greenhouse il primo locale eco: una grandissima discoteca di 550 metri quadrati alimentata completamente da pannelli fotovoltaici, che riesce in questo modo a risparmiare il 70% di elettricità rispetto ad altri club della Grande Mela.

Si usano invece bicchieri biodegradabili in amido di mais per i cocktail sulla costa Ovest, al Temple Night Club di San Francisco, California. Questa struttura è inoltre dotata di un sistema di recupero delle acque piovane per lo scarico dei bagni e all’esterno è interamente ricoperta di vegetazione, un vero e proprio giardino verticale che funge da isolante termico e permette di compensare le emissioni di Co2. Anche Chicago non è da meno: al Butterfly Social Club, infatti, i camerieri servono i drink in bicicletta e così facendo generano l’energia necessaria per alimentare il frigo per le bevande e la consolle del dj.

Ma i green club sono una invenzione tutta europea. il primo è infatti nato in Olanda nel 2009. Si chiama Watt Club, si trova a Rotterdam e più si balla più si illumina la pista e si produce energia. Così il divertimento è diventato consapevole. In tutto, la discoteca ha investito 6 milioni di euro per un impianto che consente di ridurre del 320% il consumo di elettricità e del 50% quello di acqua, eliminando gli scarti tossici e la produzione di anidride carbonica. La creazione la si deve alla collaborazione dei gruppi Enviu e Doll, che hanno lavorato insieme anche per altri locali per abbassarne le emissioni.

Il pavimento, che può ospitare fino ad un massimo di 1400 ballerini, è composto di cristalli speciali, sensibili alla pressione esercitata in superficie dal peso delle persone che si scatenano a ritmo di musica e  che slittano di un centimetro verso il basso ogniqualvolta qualcuno ci salta, accumulando energia. Il fenomeno fisico su cui si basa la trasformazione del movimento in corrente elettrica si chiama piezoelettricità e consiste nella capacità di alcuni materiali di generare una differenza di potenziale se sottoposti ad una deformazione meccanica.

E in Inghilterra c’è addirittura un milionario, Andrew Charalambous, che è stato soprannominato “Dottor Terra” per il suo incredibile progetto di trasformare tutte le discoteche del Regno Unito in veri e propri generatori di energia. Il suo primo locale, il Surya di Londra, è alimentato da turbine eoliche e pannelli solari, dove qualsiasi cosa è pensata per produrre il minimo impatto ambientale. E non meraviglia il fatto che lo slogan del club più cool della City sia “Tutto quello che devi fare per salvare il mondo è ballare”.