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7 lezioni di vita dalla famiglia Addams

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Le apparenze non contano, l’amore è veramente eterno, le more vincono sulle bionde. Queste e altre lezioni dal gruppo più macabro della tv

Il 18 settembre del 1964 dalle tv americane uscì quella famosa sigla ritmata a suon di schiocchi di dita. Stiamo parlando della canzoncina della sit com più leggendaria di sempre, nata dalle strisce dell’illustratore Charles Addams. Si inaugurava così la storia della famiglia più macabra ed eccentrica della tv, quella degli Addams. Personaggi strani, dediti alla tortura e a strambe pratiche magiche, che vivevano tutti sotto lo stesso tetto di una villa vittoriana.

Gomez, Morticia, Zio Fester, Mercoledì e Pugsley rappresentano tutto ciò che si allontana dagli stereotipi delle borghesia ed è proprio per questo che li abbiamo sempre adorati. E a furia di guardarli, ne abbiamo tratto fondamentali insegnamenti di vita. Ecco quali.

 

LE APPARENZE INGANNANO

La famiglia Addams se ne strafregava di cosa potevano pensare i vicini di loro, perché loro si sentivano molto ma molto fighi. Erano tetri, strambi e alcuni anche bruttini, ma per loro era importante solo come si vedevano e non come gli altri li “percepivano”.

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CHE L’AMORE DURA ANCHE DOPO IL MATRIMONIO

Gomez e Morticia sapevano come continuare a corteggiarsi e amarsi anche quando la vita coniugale li attanagliava. I coniugi della famiglia Addams sono stati ufficialmente la prima coppia spostata della tv ad avere una intensa vita amorosa. Lui dal baffo intrigante e lei dalla lunga chioma corvina si corteggiavano con balli di tango, rose rosse e tanti tanti baciamano. Loro sì che non hanno visto il matrimonio come un “game over”, e in questo dobbiamo solo che imparare.

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IL NERO FA SEMPRE MODA

In fatto di style gli Addams erano davvero dei personaggi strampalati, uniti da un unico comun denominatore: il colore nero. Gomez indossava sempre il suo elegantissimo completo a doppio petto gessato, Morticia un lungo abito che tutte dovrebbero avere nell’armadio e Mercoledì indossava un tenero abito da scolaretta. Tutti di nero vestiti, ma sempre con l’eleganza che li contraddistingueva.

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LA MORTE PUÒ ANCHE FAR SORRIDERE

Gli Addams sono stati i primi a entrare nelle case e a far ridere con una forma di umorismo macabro. La morte aleggiava in quella famiglia, ma a loro piaceva, eccome. Si divertivano con attività che provocavano dolore, come camminare in mezzo a un campo minato, e adoravano farsi passare il mal di testa nella loro stanza delle torture. Inoltre, avevano Cleopatra, una tenerissima pianta carnivora. I pargoli Addams, Mercoledì e Pugsley, avevano una passione sfrenata per giocare nel cimitero di famiglia, insieme a bambole sgozzate e animali strani. Ma forse tutto questo era dovuto alla loro immortalità, mai stata confermata.

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GLI ADDAMS LO CONFERMANO: SONO MEGLIO LE MORE

Chissà cosa ci trovano nelle bionde” ripeteva spesso Morticia Addams. Nella serie tv le donne dalla chioma bionda erano spesso, sciocche e civettuole. Rappresentavano l’emblema stesso della piccola borghesia falsa e ipocrita, che la serie puntava a sbeffeggiare. Queste donne erano sempre messe in contrapposizione con la chioma estremamente scura delle protagoniste femminili, Morticia e Mercoledì.

 

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NERD È MEGLIO

Uno dei personaggi più amati della famiglia è indubbiamente Mercoledì Addams. Un concentrato di intelligenza e furbizia. Gli appassionati della serie in questa bambina sempre un passo avanti vedono un’antenata “dark” dei meravigliosi nerd di Big Bang Theory. Solo che a posto di video games, fumetti e osservazioni astronomiche lei si divertiva a torturare il fratello e a studiare tutto quello che era anatomia, tassidermia e armi batteriologiche.

 

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ESSERE DIVERSI È BELLO

Il più grande insegnamento che ci ha tramandato la famiglia Addams è quello di boicottare gli stereotipi. La serie era stata creata per schernire le regole imposte dalla società e per mostrare che un pizzico di follia nella vita ci vuole sempre. Non vi stavano chiedendo di essere maghi o di costruirvi una stanza delle torture, ma solo di essere voi stessi, sempre e comunque.

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