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Eolico e solare sorpassano il carbone: l’Europa volta pagina

European Electricity Review 2026 di Ember: il baricentro della produzione si sposta, gli equilibri tra le fonti si ridefiniscono e la transizione assume contorni sempre più concreti, con effetti che toccano la sicurezza energetica e le dinamiche di prezzo

Il 2025 rappresenta un anno “da ricordare” nella storia dell’energia europea, quello in cui per la prima volta la produzione elettrica da eolico e solare ha superato quella da carbone. È il segnale di un sistema che sta riorganizzando le proprie fondamenta, spostando il baricentro verso fonti rinnovabili domestiche e a minore intensità emissiva.

A fotografare il passaggio è la European Electricity Review 2026 di Ember, centro di ricerca indipendente che analizza l’evoluzione dei sistemi energetici e il ruolo delle fonti pulite: vento e sole coprono una quota sempre più rilevante del mix elettrico, mentre le fonti fossili perdono il ruolo di perno attorno a cui il sistema ha ruotato per decenni.

Il contributo del solare al nuovo equilibrio

A rendere possibile questo cambio di passo è stato soprattutto il fotovoltaico. Nel 2025 la produzione solare europea ha raggiunto 369 TWh, con una crescita di oltre il 20% rispetto all’anno precedente, confermando un ritmo di espansione – secondo i dati diffusi da Ember – che si ripete ormai da quattro anni consecutivi. Il solare rappresenta oggi il 13% dell’elettricità dell’Unione Europea, collocandosi stabilmente davanti al carbone e all’idroelettrico.

La crescita è stata sostenuta in tutti i Paesi membri, ma in alcuni casi ha assunto un peso particolarmente rilevante. In Ungheria, Grecia, Spagna, Paesi Bassi e Cipro oltre un quinto dell’elettricità è ormai generato dal sole, a dimostrazione di come il fotovoltaico stia diventando una componente centrale e non più marginale del sistema. L’aumento della capacità installata, affiancato a condizioni di irraggiamento favorevoli, ha rafforzato il ruolo del solare come pilastro del nuovo mix europeo.

Rinnovabili più forti anche in un anno climatico complesso

Nel complesso, le fonti rinnovabili hanno garantito circa il 48% della produzione elettrica dell’Unione Europea nel 2025. Un risultato tutt’altro che scontato, considerando che l’anno è stato caratterizzato da condizioni climatiche anomale. Minori precipitazioni e una riduzione dell’intensità dei venti hanno inciso negativamente su idroelettrico ed eolico, mentre il solare ha beneficiato di un’annata particolarmente soleggiata.

La complementarità tra le diverse fonti rinnovabili ha consentito di mantenere stabile il contributo complessivo, mostrando – secondo i dati raccolti da Ember – un sistema più maturo e meno dipendente da singole tecnologie. È un segnale rilevante anche in prospettiva, perché indica una crescente capacità di assorbire le variabili climatiche senza compromettere la sicurezza dell’approvvigionamento.

Il ruolo del gas tra flessibilità e costi

Nel nuovo equilibrio delineato dal report Ember, il gas continua a svolgere un ruolo importante, soprattutto nelle fasi in cui la produzione rinnovabile risulta meno abbondante. Nel 2025 la generazione elettrica da gas è aumentata, anche per compensare la riduzione dell’idroelettrico, con effetti diretti sui costi.
La spesa europea per le importazioni di gas destinate alla produzione elettrica ha raggiunto 32 miliardi di euro, in aumento del 16% rispetto all’anno precedente. Le ore caratterizzate da un maggiore utilizzo del gas continuano a coincidere con i picchi dei prezzi all’ingrosso, evidenziando come questa fonte mantenga un peso significativo nella formazione dei prezzi elettrici. Al contrario, la crescente disponibilità di elettricità rinnovabile nelle ore centrali della giornata – sottolinea Ember – contribuisce a calmierare i prezzi, ampliando il divario tra le diverse fasce orarie.

L’Italia dopo il sorpasso europeo

All’interno del quadro tracciato dalla European Electricity Review, l’Italia presenta dinamiche particolarmente interessanti. Nel 2025 la produzione elettrica da gas è cresciuta di 6,5 TWh (+5,5%), soprattutto per far fronte alla riduzione dell’idroelettrico. Questo andamento ha contribuito a rendere il Paese uno dei principali responsabili dell’aumento della spesa europea per le importazioni di gas.

Accanto a questo dato, emerge però con forza il ruolo dell’Italia nello sviluppo dei sistemi di accumulo. Con circa 1,9 GW di grandi batterie operative, pari a quasi il 20% della capacità europea, il Paese si colloca tra i leader dell’Unione. Nel corso del 2025 la capacità è aumentata del 40% e, nelle ore serali di maggiore domanda, le batterie hanno già iniziato a offrire un contributo misurabile.

Se i progetti oggi in fase di costruzione o autorizzazione verranno realizzati – sottolinea Ember – l’accumulo potrà diventare una leva decisiva per ridurre l’esposizione ai picchi di prezzo e valorizzare l’elettricità rinnovabile prodotta nelle ore di abbondanza, accompagnando anche in Italia il nuovo assetto che il sorpasso europeo ha ormai reso visibile.

I dati Terna

Il quadro delineato a livello europeo trova riscontro anche nelle statistiche diffuse da Terna sul sistema elettrico italiano. Nel 2025 l’andamento della produzione da fonti rinnovabili è stato influenzato in misura significativa dalla riduzione dell’idroelettrico, che ha registrato un calo superiore al 20% rispetto all’anno precedente. Il contributo dell’idroelettrico alla copertura della domanda nazionale si è attestato così intorno al 13%, in diminuzione rispetto al 2024.

A fronte di questa flessione, il fotovoltaico ha mostrato una crescita marcata, con un incremento di oltre il 25% su base annua. La produzione solare ha superato i 44 TWh, arrivando a coprire più del 14% della domanda elettrica nazionale e confermandosi come la fonte rinnovabile più dinamica del mix italiano. L’eolico, invece, ha evidenziato una lieve contrazione della produzione, attestandosi poco sopra i 21 TWh, pari a circa il 7% della domanda.

Nel complesso, fotovoltaico ed eolico hanno fornito oltre un quinto del fabbisogno elettrico nazionale, un dato che conferma il ruolo crescente di queste tecnologie nel sistema elettrico. Le altre fonti rinnovabili presentano un quadro di sostanziale stabilità: le bioenergie mantengono un contributo intorno ai 16 TWh, mentre il geotermoelettrico si colloca poco sopra i 5 TWh annui.
In prospettiva, il confronto con gli obiettivi al 2030 fissati dal Piano nazionale integrato per l’energia e il clima evidenzia la necessità di un’ulteriore accelerazione, in particolare per fotovoltaico ed eolico. I dati Terna suggeriscono che il percorso è avviato, ma che il raggiungimento dei target richiederà continuità negli investimenti, attenzione allo sviluppo delle reti e un rafforzamento delle soluzioni di flessibilità, a partire dai sistemi di accumulo.

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