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Case a prova di clima (e di futuro)

Come l’edilizia può adattarsi al cambiamento climatico e contribuire alla neutralità climatica entro metà secolo

Dai materiali con cui costruiamo le nostre case all’energia che utilizziamo per riscaldarle o raffrescarle, le abitazioni giocano un ruolo centrale nella crisi climatica. Ma possono anche diventare parte della soluzione. La domanda chiave è: riusciremo a trasformare le nostre case in edifici resilienti e a basse emissioni entro la metà del secolo?

I numeri parlano chiaro. A livello globale, le abitazioni sono responsabili di circa il 17–21% delle emissioni di carbonio legate all’energia. Una quota che comprende l’elettricità per gli elettrodomestici, l’energia per cucinare e riscaldare l’acqua, ma soprattutto – nei climi più freddi – il riscaldamento degli ambienti. Se a questo si aggiungono le emissioni legate alla produzione di cemento, acciaio e altri materiali da costruzione, diventa evidente che il settore edilizio è cruciale per raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette entro il 2050, in linea con l’Accordo di Parigi e il limite di +1,5 °C di riscaldamento globale.

La buona notizia è che le soluzioni esistono già. Non servono tecnologie futuristiche: molte sono disponibili, testate e pronte all’uso. E, come mostrano sempre più esempi in Europa, possono rendere le case più economiche da gestire, più confortevoli e più sane.

Case che emettono meno (e vivono meglio)

Abbiamo già a disposizione tutto ciò che serve per ridurre l’impronta ambientale dell’ambiente costruito”, spiega Maria Smith, architetta e direttrice per la sostenibilità presso la società di ingegneria Buro Happold. “Non dobbiamo aspettare una tecnologia rivoluzionaria per iniziare ad agire”.

Il primo passo è ridurre il fabbisogno energetico delle abitazioni. I principi sono semplici, anche se spesso sottovalutati:

Il riferimento internazionale in questo campo è lo standard sviluppato dal Passivhaus Institute, che consente di ridurre il fabbisogno di riscaldamento fino al 75% rispetto a un edificio convenzionale e di tagliare le bollette energetiche anche del 90%.

Dal futuro al presente: costruire e ristrutturare in modo diverso

Sebbene il concetto di casa a basso consumo energetico nasca già negli anni ’70, solo negli ultimi anni sta diventando una pratica diffusa. Alcune città europee hanno fatto da apripista: Bruxelles, ad esempio, ha reso obbligatori standard molto severi per tutti i nuovi edifici e le ristrutturazioni, mentre nel Regno Unito progetti di edilizia sociale passiva hanno ricevuto importanti riconoscimenti architettonici.

Ma la sfida non riguarda solo le nuove costruzioni. Gran parte delle case che useremo nel 2050 esistono già oggi. In Paesi come il Regno Unito, fino all’80% del patrimonio edilizio attuale sarà ancora in uso a metà secolo. Per questo la riqualificazione energetica è essenziale.

Interventi come:

possono ridurre drasticamente i consumi. Anche edifici esistenti possono essere portati a standard molto elevati, come lo EnerPHit, la versione “retrofit” del Passivhaus.

Materiali: il carbonio incorporato conta

Ridurre le emissioni operative non basta. Circa il 10% delle emissioni globali legate all’energia proviene dai materiali da costruzione e dalla manutenzione degli edifici. Cemento e acciaio sono particolarmente energivori, sia in fase produttiva che di trasporto.

Alternative a basso contenuto di carbonio esistono già:

Ma spesso, dal punto di vista climatico, il materiale migliore è quello che abbiamo già. Recuperare, riutilizzare e riciclare elementi di edifici esistenti riduce le emissioni legate alla produzione di nuovi materiali e promuove un’edilizia realmente circolare.

Energia pulita per case efficienti

Una volta ridotti al minimo i consumi, il passo finale è sostituire i combustibili fossili. Le pompe di calore alimentate da elettricità rinnovabile sono tra le soluzioni più promettenti: sfruttano il calore presente nell’aria, nel suolo o nell’acqua e consumano fino a quattro volte meno energia rispetto alle caldaie a gas.

Abbinate a pannelli solari, permettono di avvicinarsi a un modello di abitazione a emissioni zero. In contesti specifici, si stanno sperimentando anche soluzioni innovative come il green hydrogen, prodotto esclusivamente con elettricità rinnovabile, per riscaldare abitazioni difficili da riqualificare nel breve periodo.

Non solo clima: case più sane e vivibili

Decarbonizzare le abitazioni non significa solo ridurre le emissioni. Le case ben isolate e ventilate offrono:

Come racconta Paul Testa, architetto che ha riqualificato la sua casa secondo standard elevati, vivere in un edificio efficiente “è come chiudere la portiera di un’auto di lusso: il mondo resta fuori”. Un beneficio ambientale che diventa anche benessere quotidiano.

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