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Le 10 scelte di Bianco

Come dalle prime note, suonate a 11 anni nella provincia torinese, si arriva ad aprire i concerti di Max Gazzè e Niccolò Fabi

“Io sono Alberto Bianco. Per gli splendidi solo Bianco”. Sei anni fa usciva il suo primo album “Nostalgina” e il cantautore torinese si confermava subito come nuova voce dell’indie italiano. Nel giro di pochi mesi venne chiamato ad aprire i concerti di Niccolò Fabi, Linea 77 e Max Gazzè.

Aveva 11 anni quando iniziò a strimpellare le prime note, attratto dalle sonorità di Lucio Battisti. Ora lo ritroviamo al suo terzo album (il quarto è in cantiere) a parlare della sua generazione, quella dei quasi trentenni.

Abbiamo chiesto ad Alberto le 10 scelte che lo hanno fatto diventare Bianco: dagli album di Lucio Battisti a quelli di John Frusciante.

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1. Scegli un momento della tua infanzia a cui sei particolarmente legato.

Quando ho ricevuto come regalo di Natale una macchinine telecomandata. Ero felicissimo.

 

2. E adesso scegli il momento della tua vita in cui hai capito che avresti fatto il musicista.

In realtà non ricordo il preciso momento in cui ho deciso che la musica sarebbe diventata la mia professione attuale perché è stato una continua sequenza di piccole scelte che mi hanno portato in maniera naturale a fare quello che faccio però mi ricordo il giorno in cui ho capito che cosa mi stava dando la musica. Avevo 11 anni, ero in montagna in un periodo in cui gli altri ragazzini non c’erano ancora quindi solo con i miei nonni e la chitarrina e quel giorno seduto sulle scale a suonare, non so cosa, ho capito che in quel momento non avevo bisogno di altro, che inventare musica era quello che mi faceva stare bene.

 

3. Scegli le figure più importanti per la tua vita e la tua professione.

I miei genitori perché mi hanno sempre incoraggiato e insegnato a fare quello che mi veniva naturale fare, la mia compagna che mi ha ispirato tantissimo sempre e Davide Pavanello (basso, voce e chitarra dei Linea 77 e fondatore della casa discografica INRI, ndr) perché è stato il primo ad investire tempo ed energie nel mio progetto.

 

4. Incontri Doc sulla DeLorean, hai l'occasione di viaggiare nel tempo. Scegli un artista con cui ti piacerebbe suonare.

Lucio Battisti è sicuramente uno dei miei compositori e interpreti preferiti, quindi il pensiero di poter anche solo vederlo lavorare e suonare mi riempirebbe di sogni.

 

5. Scegli tre album che porteresti con te su un'isola deserta.

I miei album preferiti sono sicuramente “Il nostro caro angelo” di Battisti, “Curtains” di John Frusciante e “Punkmotocross” dei Medusa.

 

6. Scegli l'album preferito della tua discografia e spiegaci il motivo.

“Guardare per aria” l’ultimo pubblicato. È un disco realizzato con una leggerezza e allo stesso tempo con un’accuratezza difficili da ripetere. Le canzoni che ci sono dentro mi hanno portato molta fortuna e sapere che l’hanno portata anche ad altre persone lo rende il mio disco preferito.

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7. Scegli la canzone che avresti voluto scrivere tu.

“Questo inferno rosa” di Battisti. È una canzone meravigliosa da tutti i punti di vista.

 

8. Scegli cosa ami e cosa odi della tua professione.

Amo la libertà e la creatività e odio il fatto che sia la cosa più importante della mia vita.

 

9. Scegli il messaggio nella bottiglia di vetro da lanciare nell’oceano.

Probabilmente scriverei il testo di una canzone sperando che arrivi in mano al miglior compositore al mondo.

 

10. Adesso scegli tu anche la domanda: messaggio libero a chi sta leggendo questa intervista.

Cosa pensi ti renda unico nel panorama musicale? Il fatto di aver vissuto esperienze uniche e di raccontarle.