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Efficienza energetica, l’Italia conferma la propria leadership

Abbiamo consumato il 18% in meno rispetto alla media europea grazie a un grande investimento: 28 miliardi di euro in appena otto anni

L’Italia conferma la sua vocazione in fatto di efficienza energetica. In meno di 10 anni, dal 2007 al 2015, gli italiani hanno investito 28 miliardi di euro in interventi di riqualificazione, che in totale sono stati più di due milioni. Le alle performance per la riduzione degli sprechi e l’efficientamento delle abitazioni sono oggetto del V Rapporto sull’efficienza energetica, stilato da Enea. L’Italia non solo ha sostenuto una filiera da 50 mila posti di lavoro, ma ha contribuito, soprattutto, ad un risparmio generale in termini economici e ambientali.

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EFFICIENZA ENERGETICA: L’ITALIA LEADER IN EUROPA

Grazie alla riqualificazione energetica degli edifici sono state risparmiate, dal 2005 al 2015, 10 tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) all’anno. Sono ben 26 i milioni di tonnellate di anidride carbonica che abbiamo tagliato, così come è stata ridotta di tre miliardi di euro la spesa per l’importazione di combustibili fossili.

I dati raccolti da Enea mostrano un’Italia leader in Europa in fatto di efficienza energetica. Il nostro Paese, infatti, ha consumato, dal 2007 al 2015, il 18% in meno di energia rispetto alla media europea. Non solo, ha raggiunto più del 30% dell’obiettivo di risparmio fissato dal Piano d’Azione per l’efficienza energetica, da raggiungere entro il 2020. Il documento, come noto, fissa target sfidanti: meno 8 miliardi sulle importazioni di combustibili fossili, meno 55 milioni di tonnellate di CO2 l’anno, meno quindici Mtep di energia finale annui.

 

 

 

EFFICIENZA ENERGETICA: GLI STRUMENTI DEL SUCCESSO

Per promuovere l’efficienza energetica in Italia, si sono rivelati fondamentali alcuni meccanismi di finanziamento nazionale. Ad esempio i certificati bianchi generati nel 2015 da progetti avviati a partire dal 2005, grazie ai quali sono stati risparmiati 4,75 Mtep all’anno.

Ma anche le detrazioni fiscali dell’ecobonus, destinate agli interventi di efficientamento energetico degli edifici: isolamento termico e sostituzione degli infissi e degli impianti di riscaldamento inefficienti. Le operazioni di recupero più importanti  in questo caso sono state quelle relative all’impiantistica, in primis le caldaie a condensazione che hanno fatto risparmiare 0,88 tonnellate equivalenti di petrolio.

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Risultati positivi sono stati raggiunti anche grazie al conto termico: il risparmio complessivo per gli interventi da parte della sola Pubblica Amministrazione è pari a 0,78 Mtep all’anno.

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TRASPORTI, RESIDENZIALE E INDUSTRIA I SETTORI PIÙ EFFICIENTI

 Nel 2014 i consumi di energia sono stati inferiori del 3,4% rispetto all’anno precedente, per un valore complessivo di 151 tonnellate equivalenti di petrolio. Le performance migliori sono arrivate dal settore industriale che tra il 2007 e il 2014 ha ridotto i consumi di oltre il 30%. Merito anche delle misure introdotte da Enea, come la diagnosi energetica degli edifici aziendali,  eseguita in più di 10 mila edifici, la maggior parte appartenenti al settore manifatturiero.

Anche il settore residenziale ha registrato nel 2014 una forte riduzione dei consumi: 25 Mtep, il 15% in meno rispetto al 2013. Gli interventi per la riqualificazione degli edifici hanno vissuto un aumento evidente: nel 2007 il 47% degli investimenti in costruzioni era riservato alle attività di manutenzione energetica. Nel 2015 questo dato è salito al 76,7%.

Infine, per quanto riguarda i trasporti, dal 2007 al 2014 si è ridotto notevolmente l’utilizzo di benzina e gasolio, dal 99% al 95,7%. Il merito è da attribuire sia alla diffusione dei biocarburanti, ma anche alle nuove abitudini della mobilità urbana caratterizzate dal boom di fenomeni come il car e il bike sharing.

 

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IL NORD ITALIA PRIMEGGIA PER EFFICIENZA ENERGETICA

Tra il 2014 e il 2015 la superficie interessata da interventi di riqualificazione energetica realizzati o in fase di realizzazione è stata pari a 855.235 metri quadrati. Le performance migliori arrivano dalle regioni del nord che, come evidenziato  nella tabella, sono quelle che hanno sfruttato al meglio le risorse e portato già a termine i progetti.

 

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