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90 anni di impronte Vip sul cemento

Quasi un secolo di grandi firme al Chinese Theatre sulla Walk of Fame: da Talmadge a Emma Stone, passando per Marilyn Monroe e George Clooney

Esattamente 90 anni fa, quasi per caso, Norma Talmadge lasciò la prima impronta sul marciapiede più famoso del mondo, l’Hollywood Boulevard. Da quel 1927 iniziò la tradizione più simbolica di Hollywood che vede le star più famose del mondo incastonare per sempre nel cemento le loro impronte sul marciapiede di fronte al Chinese Theatre.

Da questa versione dell’usanza hollywoodiana è stata ispirata la Walk of Fame, l passeggiata composta da mattonelle dedicate alle stelle della cultura (a oggi sono più di due mila). I due marciapiedi si trovano sulla stessa via, ma le due usanze hanno storie diverse. Per lasciare l’orma bisogna avere due caratteristiche: essere in vita e aver ricevuto almeno un Oscar. Mentre, per avere la stella dorata, basta essere famosi e abbastanza ricchi per poterla pagare.

 

LA STORIA DELLE IMPRONTE

Tutte iniziò per pura casualità il 18 maggio 1927. Una sbadatissima Norma Talmadge, una sorta di “velina” anni ’20, calpestò il cemento fresco all’uscita del Chinese Theatre, lasciando la prima orma ufficiale. Proprio da quell’evento il proprietario prese lo spunto per lanciare una tradizione che ormai ha 90 anni. Ad oggi, si contano oltre 200 impronte di mani e piedi e autografi di star del cinema e non solo.

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ANNI ’30- ’40: DA SHIRLEY TEMPLE A HUMPREY BOGART

Stiamo iniziando un elenco di nomi e volti noti, che anche i più giovani avranno sicuramente sentito nominare, o avranno visto in vecchi film in bianco e nero. A partire dalla piccola Shirley Temple, la bambina prodigio, soprannominata “Riccioli d’oro”, proprio per la sua capigliatura. Lei è sicuramente l’icona che si aggiudica il guinness: lasciò la sua firma a soli 7 anni di età. Negli stessi anni anche Clarke Gable, famoso per “francamente me ne infischio” di “Via col Vento” e la coppia di ballerini più famosa di quegli anni Fred Astaire e Ginger Rogers.

Dieci anni dopo si alternarono il bel tenebroso Humprey Bogart, il protagonista di “Vertigo” James Stuart e il Re dei Cowboys Roy Rogers.

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“Shirley Temple” by kate gabrielle is licensed under CC BY 2.0

ANNI ’50 - ’60: ARRIVA MARILYN

Tra gli anni ’50 e gli anni ’60 si sono alternati con i loro piedi alcuni dei volti entrati nell’immaginario come icone di bellezza di tutti i tempi. Bastano quattro nomi: Marilyn Monroe, Ava Gardner, Elizabeth Taylor e la Loren. La Sophia nazionale è la prima italiana ad aver ricevuto questo titolo onorario, il secondo, dopo qualche anno, Marcello Mastroianni.

Ma anche piedi e mani di bellissimi uomini come il duro dei western John Wayne, e ancora Cary Grant, Steve McQueen e Paul Newman. Anche The Voice Frank Sinatra, che ha lasciato il suo segno il 20 giugno del 1965.

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Foto di Michael Pagan.

ANNI ’70 – ’80: STAR WARS ALLA CONQUISTA DEL THEATRE

Nel 1974 dopo “Chinatown”, il grande capolavoro diretto da Roman Polanski, Jack Nicholson si meritò il suo posto di fronte al Chinese Theatre. Tre anni dopo fu l’anno di Star Wars e il regista George Lucas si guadagnò quel posto tra i migliori. Per la prima volta nella storia della Walk of Fame entrò anche un personaggio della saga, e non un vero attore in carne e ossa. Ad arruolarsi tra i migliori della storia fu proprio Darth Vader, lasciando dei segni non definibili (erano piuttosto dei rettangoli). Insomma, per la prima volta lasciava il suo autografo uno dei personaggi più cattivi del cinema, dopo Hannibal Lecter e Norman Bates (secondo l’American Film Institute). Ma dal mondo della fantascienza si presentò anche Steven Spielberg.

Negli anni della brillantina anche due grandi omoni hanno calcato quel puzzle di grandi firme nel cemento: Sylvester Stallone e John Travolta.

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ANNI ’90, ROBOT ASSASSINI E SIMPATICI CLOWN

Sempre più numerosi attori e cast stellari si sono susseguiti negli ultimi vent’anni sul marciapiede più famoso di Hollywood. Ad aprire la carrellata degli anni ’90 è stato Arnold Schwarzenegger lasciando scritto “I’ll be back”, celebe battuta del cult movie Terminator.

Lo hanno seguito a ruota i bei fusti dal capello brizzolato di: Al Pacino, Sean Connery, Harrison Ford, Mel Gibson e Richard Gere. Il millennio si chiuse veramente alla grande, con le firme anche di Tom Hanks e Robin Williams, che si presentò alla cerimonia con il tipico naso rosso da clown.

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By NativeForeigner (Own work) [Public domain], via Wikimedia Commons.

LO SCHERZO DI JIM CARREY

C’è anche l’impronta di Jim Carrey nella collezione del Chinese Theatre della Hollywood Boulevard. Ovviamente, l’attore più simpatico di del cinema Usa non poteva lasciare una firma “normale”. Quando fu chiamato a firmare il cemento, nel ’95, Carrey scrisse “Merrilly Merrilly Merrilly” (una filastrocca americana). In un’intervista disse che è il suo motivetto preferito perché lascia un messaggio che dice di “essere allegri, perché la vita è solo un sogno”.

 

NUOVO MILLENNIO: FIRMA TUTTO IL CAST

Anthony Hopkins e Nicolas Cage aprirono le danze del nuovo millennio. Seguirono nel 2002 Morgan Freeman e Jhonny Deep. Come non dimenticare Robert De Niro, Christopher Nolan e l’enorme piede di Quentin Tarantino.  

Con gli anni 2000 si inaugurò la tradizione di invitare l’intero cast dei film che sbancarono al botteghino. Fu il caso di “Ocean’s Eleven”. Era il 2007 e lasciare le loro impronte furono Brad Pitt, George Clooney, Matt Damon e Jerry Weintraub. Un mese dopo fu il turno dei tre maghetti protagonisti della saga di “Harry Potter”: Daniel Radcliffe, Emma Watson e Rupert Grint.

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By Nehrams2020 (Image taken by uploader) [CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons.

ANCHE LA LA LAND E TWILIGHT ALL’HOLLYWOOD BOULEVARD

Recentissime le orme di Emma Stone e Ryan Gosling per il successo indiscusso di “La La Land”. Ma prima di loro, nel 2011, passarono Robert Pattinson e Kristen Stewart, i due vampiri di “Twilight”. Mentre nel 2015 il trio Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson e Liam Hemsworth pestarono la mattonella di cemento fresco per il film “The Hunger Games”.

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Foto di Tamara Evans. Alcuni diritti riservati.

 

Immagine di copertina: “Chinese Theatre” by Shinya Suzuki is licensed under CC BY 2.0.