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7 giocattoli con cui sono cresciuti i bimbi anni ’90

Quando giocare era analogico e ci si divertiva con piccoli animaletti, pokémon e Big Babol. Ecco quello che desideravano i piccoli di ieri

Ma che ne sanno i Millennials del Tamagochi e del Crystal ball. Negli anni ’90 i giochi non si scaricavano dall’Apple Store e la letterina a Babbo Natale aveva veramente uno scopo subdolo: farsi regalare il Miny Pony o il Game Boy.

Le bambine erano già fashion victim e i ragazzini sognavano una carriera da chirurgo. I bambini della generazione cresciuta a pane e Big Babol hanno desiderato almeno uno di questi sette divertenti passatempi.

 

IL CUCCIOLO TASCABILE (TROPPE RESPONSABILITÀ PER UN MINORE)

Il Tamagochi è stata sicuramente la prima unica responsabilità dei bambini cresciuti negli anni ’90. Questo piccolo uovo era la versione pocket e tecnologica del cagnolino e si dovevano soddisfare tutti i suoi desideri. Il gioco tascabile voleva mangiare, dormire e avere le coccole, altrimenti poteva morire da un momento all’altro (capite bene lo stress emotivo con cui siamo diventati grandi). Ma c’era un trucchetto che poteva far “resuscitare” l’animaletto: il minuscolo tasto “reset” che si trovava dietro.

 

LE BOLLE TOSSICHE (VIVI PER MIRACOLO)

“Non rompi niente e poi non macchia” questo recitava il jingle del Crystal Ball che ha accompagnato tutti i bambini cresciuti a cavallo tra gli anni ’80 e ’90. Creato da un chimico brianzolo nel 1947, ebbe la sua fortuna nei primi anni ’90 grazie alla distribuzione di Giochi Preziosi. Una versione più cool dei palloncini fatti con le Big Babol e poteva avere quattro colori (verde, giallo, blu e rosso). Le mamme più apprensive dicevano che erano tossiche. In effetti dopo averci giocato iniziavi ad avere qualche visione… ma siamo vivi per raccontarlo.

 

I POKÉMON PRIMA DELLO SMARTPHONE (MINACCE EFFICACI)

Il gioco portatile che tutti i bambini hanno sognato e voluto con tutto il cuore: i Pokémon sul Game boy, l’antenato dei giochi per lo smartphone. Prima di snake sul nokia 3310 e prima di Candy Crash Saga c’era lui a isolare i bambini dalla realtà. “Ti sequestro il Game Boy” è stata la minaccia della mamma che ha terrorizzato migliaia di bambini.

IL KARAOKE POCKET (TUTTA COLPA DI FIORELLO)

Siamo cresciuti con la convinzione che bastava farsi crescere una ridicola coda da cavallo e vestirsi male per riuscire a diventare star della musica. La colpa è ovviamente di Fiorello e della pubblicità del Canta Tu. Il primo karaoke “casalingo” che ha rovinato l’udito di molti genitori e amichetti. Un lettore di musicassette con microfono collegato che permetteva di organizzare gare canore in casa. In quanti abbiamo urlato a squarciagola canzoni delle Spice Girls o di Antonello Venditti?

Per i più malinconici il Canta Tu si può acquistare, ancora oggi, su Amazon a 107 euro.   

TUTTI ALLEGRI CHIRURGHI (SPLATTER PER MINORENNI)

L’allegro chirurgo è il gioco da tavolo immortale che ha accompagnato tutte le generazioni a partire dagli anni ’70. In molti hanno sognato di laurearsi in medicina dopo aver dimostrato una notevole mano ferma. Stanno ancora completando la triennale a Scienze della Comunicazione o al Dams. Apparentemente poteva sembrare un gioco da ragazzi ma lo scopo era estrarre piccoli organi (con nomi simpatici), senza far illuminare il nasone del paziente. Una roba un po’ splatter, insomma.

IL GIOCO PER PICCOLE STILISTE (COME NASCE UNA FASHION VICTIM)

Gira la moda è stato il gioco che ha spianato la strada alle attuali fashion victim. Una ruota che permetteva di disegnare dei modellini abbinando tessuti e colori tra di loro. Il prodotto che ha fatto sognare quella generazione di ragazzine che voleva sfondare alla settimana della moda di Milano. Non siamo di certo diventate tutte Laura Biagiotti, ma molte di noi hanno un profilo Instagram seguitissimo.

IL MINY PONY (CAVALLI ALLUCINANTI)

Tutte le ragazzine hanno chiesto un piccolo cavallo (vero) per Natale, dopo aver pettinato la lunga criniera del Miny Pony. Animaletti variopinti e dagli occhioni dolci che hanno fatto sognare tutte le bambine cresciute nei caleidoscopici anni ‘90. I capelli viola erano una scelta stravagante del game designer, o molto più probabilmente gli effetti del Crystal Ball.